La Sicilia laboratorio della Nature Restoration Law – il 5 e 6 Novembre la Conferenza Internazionale al Parco dei Nebrodi!
Ben 35 patrocini, 70 relatori, sarà il più grande evento sulla Nature Restoration Law mai realizzato in Italia, nel cuore dei Nebrodi, luogo dove sono state messe in campo le azioni – modello per creare il futuro basato sulle buone pratiche.
Domenico Barbuzza – Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi: “Il Parco ha già realizzato in passato interventi di ingegneria naturalistica, la Dorsale dei Nebrodi – itinerario che per circa 70 chilometri, da est a ovest, attraversa l’area protetta -ne costituisce un esempio”.
Flora Vallone – architetto paesaggista – Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica: “Mostreremo, in due giorni, alcuni dei n? casi – studio di città resilienti del futuro che si stanno realizzando in Europa e nel Mondo. Lo faremo dalla Sicilia che occupa una posizione strategica. L’Italia è al centro del Mediterraneo, hotspot climatico tra terre emerse e mari che si surriscaldano il 20 % in più della media globale, amplificando eventi meteoclimatici estremi tra ondate di calore, violenti nubifragi, esondazioni di torrenti, smottamenti e frane, come in questi giorni tra allerte arancioni e gialle che hanno paralizzato larga parte delle regioni italiane, da nord a sud”.
Senza dimenticare il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze!
Federico Preti – docente di Idraulica dell’Università di Firenze – Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica: “A 60 anni dall’alluvione di Firenze, siccità e bombe d’acqua.
Siamo a ottobre inoltrato e fa ancora caldo, troppo caldo. E fra una decina di giorni ricorderemo la famigerata alluvione di Firenze in cui arrivò troppa pioggia e ci possiamo aspettare bombe d’acqua come effetto del cambiamento climatico. Dovevamo e dobbiamo continuare a investire sulle Sistemazioni Idraulico-Forestali a cui si destinava il 40% di risorse per difendere Firenze dopo il 1966, passando al 4% negli anni 2000 e oggi praticamente alle sole dichiarazioni di intenti. Sono disposto a percorrere con la stampa i luoghi dell’alluvione”.
A sessanta anni dall’alluvione di Firenze sarà la Sicilia, dopo Niscemi, ad essere Laboratorio Meditrerraneo della Nature Restoration Law per creare le città del futro basate sulla resilienza!
Ben 35 patrocini, 70 relatori internazionali – il Parco dei Nebrodi sarà il cuore della Conferenza Internazionale il 5 e il Novembre!
Il primo impegno sarà il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze. Il 4 Novembre saranno 60 anni!
“Il Parco ha già realizzato in passato interventi di ingegneria naturalistica, la Dorsale dei Nebrodi – itinerario che per circa 70 chilometri, da est a ovest, attraversa l’area protetta -ne costituisce un esempio. Prossimi obiettivi la riqualificazione degli itinerari per la valorizzazione dei geositi dei diversi Comuni del Parco, per puntare su ulteriori forme di fruizione sostenibile”. Lo ha affermato Domenico Barbuzza, Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi.
“L’Italia è al centro del Mediterraneo, hotspot climatico tra terre emerse e mari che si surriscaldano il 20 % in più della media globale, amplificando eventi meteoclimatici estremi tra ondate di calore, violenti nubifragi, esondazioni di torrenti, smottamenti e frane, come in questi giorni tra allerte arancioni e gialle che hanno paralizzato larga parte delle regioni italiane, da nord a sud
Soluzioni?. Quelle tampone che invitano a non uscire, evitare piani bassi, sottopassi, argini e ponti; che chiudono scuole e parchi, ben consapevoli dei rischi da caduta alberi e bombe d’acqua che si riversano sulle strade, improvvise, alte e violente.
Possiamo fare altro? Sì, e con urgenza: attivare sistemi adattativi e resilienti per contrastare – non passivamente subire- questi fenomeni “emergenziali “, anche pienamente adottando il Regolamento EU 2024/1991 che obbliga tutti gli stati membri al celere ripristino degli ecosistemi degradati, da quelli urbani agli agroforestali, costieri e marini – ha dichiarato Flora Vallone, architetto del paesaggio e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica – liberando i fiumi dal cemento, piantando alberi e moltiplicando le aree verdi a favore dell’infiltrazione delle acque meteoriche in sottosuolo oltre che di impollinatori, biodiversità, capitale naturale. E quindi accelerando le sostituzioni di superfici sigillate (asfalto/cemento) con isole vegetative, parchi, giardini della pioggia, foreste urbane puntando con determinazione al “diritto all’ombra e spugna” dei cittadini.
Invece, alcune insipienti logiche conservative remano contro indebolendo lo stesso Piano Nazionale di Ripristino (PNR) recentemente inviato in Commissione EU, rendendolo una scarna lista di intenzioni, depotenziata nel contenuto e nelle risorse operative, come da più parti denunciato.
AIPIN – Ass.Ingegneria Naturalistica-NBS sostiene invece gli obiettivi del PNR, ne promuove la corretta adozione e ne ha fatto tema centrale del Convegno Internazionale “Strategie e Tecniche per la Nature Restoration Law” che si terrà al Parco dei Nebrodi il 5 e 6 novembre prossimi, con il contributo dei massimi esperti in tema di rigenerazione ecosistemica, tra approfondimenti su best practice e materiali vegetali, ambienti urbani, costieri e marini.
Flora Vallone architetto paesaggista vicepresidente AIPIN”.
Senza dimenticare il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze.
“A 60 anni dall’alluvione di Firenze, siccità e bombe d’acqua.
Siamo a ottobre inoltrato e fa ancora caldo, troppo caldo. E fra una decina di giorni ricorderemo la famigerata alluvione di Firenze in cui arrivò troppa pioggia e ci possiamo aspettare bombe d’acqua come effetto del cambiamento climatico. Cosa possiamo fare per affrontare le due facce della stessa medaglia (siccità e alluvioni)?
Trattenere e rallentare l’acqua a monte – ha affermato Federico Preti, docente di Idraulica, Ingegnere Naturalista, presso l’Università di Firenze, appena riconfermato alla guida nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica – manutenere il territorio dei bacini idrografici con opere basate sulla natura (NBS), consumare meno suolo, prevenire il rischio invece di ricostruire dopo che i danni si saranno verificati (con risparmio fino a 10 volte)
L’Ingegneria Naturalistica è proprio questo: interventi per rendere più sicuro il territorio, recuperando paesaggj degradati, come previsto dalla Legge per la Nature Restoration (NRL).mn̈
Dovevamo e dobbiamo continuare a investire sulle Sistemazioni Idraulico-Forestali a cui si destinava il 40% di risorse per difendere Firenze dopo il 1966, passando al 4% negli anni 2000 e oggi praticamente alle sole dichiarazioni di intenti”.
E a Novembre proprio la Sicilia, recentemente interessata dai fenomeni sismici e vulcanici ma anche terra colpita dagli effetti evidenti dei cambiamenti climatici, sarà Laboratorio Internazionale della Nature Restoration Law, il 5 e 6 Novembre.
L’iniziativa, promossa dall’Ente Parco dei Nebrodi, dall’Università degli Studi di Palermo e dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica (AIPIN), con il sostegno dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, testimonia il ruolo centrale della collaborazione tra istituzioni, ricerca e professioni nella costruzione di modelli di intervento capaci di rispondere alle sfide ambientali del nostro tempo.
“E’ il momento di confrontarsi sulle prospettive future. Tutti noi abbiamo visto cosa sia accaduto a Niscemi, ad esempio. Dunque la Sicilia che è al centro del Mediterraneo, dove i cambiamenti climatici si stanno manifestando in tutta la loro evidenza, sarà Laboratorio della Nature Restoration Law. Esperti da tutto il Mondo si confronteranno ad esempio su strategie per il recupero, ripristino e restauro degli habitat – ha concluso Preti – soluzioni innovative NBS (Ingegneria Naturalistica 2.0) e uso di specie autoctone, tecniche per la gestione del paesaggio agro-forestale, la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico, sull’impiego di specie resilienti per la forestazione urbana e la rigenerazione delle aree degradate, aspetti pedologici, geologici e valorizzazione dei geositi”.
Ben 35 patrocini, 70 relatori, sarà il più grande evento sulla Nature