In piazza Pietro Lupo si trovi una soluzione alternativa
Da alcuni giorni, dopo la rimozione delle transenne ad opera degli attivisti che contestano il progetto di riqualificazione, il cantiere è fermo e i residenti devono fare i conti anche con schiamazzi notturni. Qui di seguito una lettera dei cittadini che chiedono l’intervento delle autorità con una mediazione efficace
“I catanesi con i capelli bianchi ricorderanno che decenni or sono in piazza Pietro Lupo, a Catania centro, vi era la stazione degli autobus che collegavano la città con vari paesi della provincia. Successivamente è caduta in disuso ed è iniziato il progressivo degrado della piazza divenuta “pisciatoio” pubblico.
Di seguito la struttura è stata trasformata in palestra e, infine, la palestra è stata chiusa. Anni addietro un gruppo di ragazzi ha occupato la palestra rendendola sede delle proprie attività culturali e ricreative. Tutto ciò è stato accettato dai residenti della zona di buon grado perché in fin dei conti non vi sono stati disordini o azioni lesive dei nostri diritti, se escludiamo alcune feste protrattasi nella notte.
In piazza Lupo insiste un’ampia superficie adibita a posteggio, spesso gestita, soprattutto in passato, da abusivi. Va anche ricordato che anni or sono era stato approvato e finanziato un progetto per la creazione di un parcheggio ampio che è andato in fumo per la cronica incapacità della classe dirigente che amministra di tutelare il bene pubblico. Quella è stata una grande delusione nel quartiere perché avrebbe permesso di riqualificare la zona. Di recente diversi Progetti PNRR stanno rendendo possibile la riqualificazione di alcune piazze tra le quali piazza Antonino Ganfolfo (in fase avanzata di realizzazione) e Piazza Pietro Lupo.
In questi giorni gli operai della ditta incaricati di svolgere i lavori, hanno delimitato la zona di interesse in piazza Pietro Lupo con alte transenne per procedere successivamente all’inizio degli stessi. Poche notti addietro una sessantina di individui ha iniziato a schiamazzare e gettare violentemente in terra le transenne.
Sospesi, di conseguenza, i lavori, i membri del collettivo hanno sistemato arredi vari sul suolo pubblico; di notte il collettivo ha organizzato un evento con canti e schiamazzi, incurante di quanti dormono ai piani bassi, di chi soffre per malattie, deve alzarsi la mattina per andare a lavorare o, semplicemente, di chi nel ristorante gradirebbe discutere con i convitati.
Ai cittadini del quartiere sembra che si stia creando una inutile lotta politica a fronte della manifesta incapacità delle autorità nella gestione della riqualificazione della piazza.
Serve trovare una soluzione che renda possibile allocare altrove il collettivo e procedere speditamente alla realizzazione del progetto della piazza, perché il ritardo comporterà la perdita del finanziamento e, quindi, un grave danno per la vivibilità futura del quartiere.
Il senso di civiltà non è di destra o di sinistra, ma dovrebbe appartenere a ogni cittadino così come la competenza e la tempestività nel gestire la cosa pubblica dovrebbe essere azione specifica delle autorità competenti. Chiediamo che sulla base del bene pubblico si possa dialogare e trovare una soluzione costruttiva in tempi rapidissimi”.


