Napoli, venduta la chiesa rudere di Santa Maria dell’ Arco dove si sposò nel 1841 Masaniello: ‘No a un’altra moschea’.
I cittadini Napoletani e Italiani “abbiamo il diritto di far rispettare e difendere la nostra chiesa e religione” – «Ridateci il nostro Crocifisso»: è l’appello dei residenti di vico Soprammuro, che protestano e rivogliono “il Cristo di legno”

Martedì mattina, con stupore dei residenti, sono arrivati
all’ingresso della chiesa di Santa Maria dell’Arco gli operai della
Curia e hanno portato via il Cristo. Una chiesa ridotta da decenni
a rudere, dove soprattutto, all’ingresso, era istallato un Crocifisso
considerato il “nume tutelare” del quartiere.
Fondata nel XVIII secolo, la chiesetta è situata in vico
Soprammuro (angolo via Giacomo Savarese), nel rione Lavinaio
(quartiere Pendino ), all’interno del centro storico di Napoli.
La chiesa venne realizzata dall’urbanizzazione murazione
aragonese che, all’interno ed a ridosso, creò nel 1701 il vico
Soprammuro, a seguito di un Appuntamento (Atto di
concessione) del Tribunale della Fortificazione, Acqua e
Mattonata del 1718, a Don Giovanni Battista Brancaccio, del
tratto di muraglia di città per la costruzione della chiesa di B.
Vergine dell’Arco, a ridosso della Torre “La Fortezza”, per
potervi collocare un’immagine sacra devozionale, del XVIII
secolo , che si trovava sotto un arco in zona e venerata
dalla Confraternita di Santa Maria dell’Arco degli Ogliarai con
sede nella chiesa di Santa Maria la Scala.
L’1 agosto 1943, un bombardamento statunitense distrusse
la parrocchia di Santa Caterina in Foro Magno (antico nome
di piazza del Mercato), chiesa dove fu battezzato si sposò
Masaniello, e la sede parrocchiale fu trasferita in Santa Maria
dell’Arco fino al 1976, passando per pochissimi anni alla
Congregazione di Santa Maria dell’Arco (Madonna dell’Arco)
fino alla fine degli anni Ottanta, quando fu chiusa e mai più
riaperta.
L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero
dell’arcidiocesi di Napoli, che ne era proprietario, la vendette a
un privato, il risentimento popolare sarebbe dovuto alla
successiva vendita dell’immobile a un pakistano.
Amara riflessione, al posto di una chiesa sembra dovere nascere e
costruirvi un ristorante straniero, che potrebbe istallarvi o creare
una moschea.
Ricordiamo Oriana Fallaci “… è attuata una crociata al contrario
…”!
Non è possibile che per creare moschee vengano distrutte le
nostre chiese che, anche se sconsacrate, fanno parte del nostro
patrimonio secolare.
Il Dott. Luigi Rispoli, capogruppo di FdI nella Seconda
Municipalità di Napoli, ha scritto una lettera al Card. Battaglia,
Curia di Napoli, sollevando la questione per ottenere la
ricollocazione del Crocifisso del quartiere “Mercato” e che sia
garantito il culto della preghiera, ed è in attesa di risposta.
La Curia di Napoli, la Seconda Municipalità – Avvocata, Monte
Calvario, Mercato, Pendino, Porto, San Giuseppe – e il sindaco si
attivino a difendere un diritto giuridico e di identità.
La notizia corre per il mondo, i cittadini si sono già attivati, nel
loro DNA l’imprinting di Masaniello, e scrivono “Dobbiamo
difendere assolutamente la storia del nostro quartiere!”.
Da precisare che la Curia la vendette con la clausola ben precisa
che non si poteva fare assolutamente nessun luogo di culto e
preghiera!
Quindi non solo non lo dobbiamo permettere, ma non si può!!!
Continuano ancora i cittadini indignati “i residenti cristiani non
debbono soccombere agli stranieri e sentirsi violati nel loro culto
secolare!”
I residenti si stanno attivando a fare un offerta per comprare il
palazzetto
Le continue proteste sui social:
- DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE DIFENDERE LA STORIA!
DEL NOSTRO QUARTIERE! DA PRECISARE CHE LA
CURIA L’HA VENDUTA CON LA CLAUSULA BEN PRECISA
CHE NON SI POTEVA FARE ASSOLUTAMENTE NESSUN
LUOGO DI CULTO E PREGHIERA! QUINDI NON SOLO
NON LO DOBBIAMO PERMETTERE MA NON
POSSONO!!! #RIBBELLIAMOCITUTTI - Prendiamoci ciò che è nostro non facciamoci trattare in
questo modo. Ci vogliono togliere la nostra identità… - Quando c’è degrado anche la curia di Napoli “se ne fuje a
coppe e mazze”! I residenti cristiani non solo devono
soccombere agli stranieri ma sentirsi anche violati del loro
culto secolare. Una chiesa non deve ricevere il cambio di
destinazione d’uso! Vorrei sapere la soprintendenza ai beni
architettonici cosa ne pensa! - Mamma mia, che scempio! Nemmeno il rispetto per i fedeli.
Ovviamente grande rispetto per il “nuovo inquilino”!
…Quellollah… - Non dobbiamo permetterlo! Tutti insieme ribelliamoci a tale
scempio! È un pezzo di storia e non possono togliercelo! - Da precisare: che a 50 metri c’è già una moschea e ad altri
200 metri ci sono altre due moschee quindi nel giro di pochi
metri ci ritroveremo 4 moschee. Assurdo!!! - Mi piange il cuore non vedendo il crocifisso
- È un segno allarmante di grave decadimento morale una
sconfitta della fede verso il dio denaro - Nessuna mosche, a noi i mussulmani belle loro terre non
ammettono costruzioni di chiese cristiane - Invece di rinnovare e mostrare la storia .Vendono le nostre
radici - Sono talmente credente che non credo a la maggior parte dei
preti delle monache - Questi pian piano avanzano col beneplacito di chi ci
governa,senza accorgersi della catastrofe annunciata già
molti anni fa,quando tutto sembrava tranquillo…. - Andate alla curia a protestare FORMATE UN COMITATO
CITTADINO E PROTESTATE, AFFINCHÉ LA STRUTTURA
VENGA RIPORTATA IN AUGE CON UNA COLLETTA
FATTA Dalla gente del QUARTIERE . Io così farei se abitassi
ancora nel centro storico
Il nostro culto religioso, siamo cattolici, sia protetto e mantenuto e
ci auguriamo che questa storia si possa concludere senza perdere
la nostra identità.

