Auguri di Buon Natale e Sereno 2026

Cari lettori,
L’arrivo del Santo Natale è un invito alla gioia nei cuori e a poter debellare i conflitti in corso, in Ucraina come in Medio Oriente. La Pace è l’argomento che tiene a cuore il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e costruire quella “pace permanente”, come la definì il presidente Franklin
Roosvelt che affermava: “Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre”.

Una parola ripetuta nella sua riflessione, insistente: “Pace
quindi come affermazione del diritto sulla forza delle armi.
Pace come condizione di libertà e sviluppo”.
I giovani siete come esploratori, dovete guardare al futuro
comune con speranza e pace.
Siamo nel tempo degli stati alterati: tranquillanti, eccitanti,
scrolling infiniti dopaminergici. Nel tempo degli hater e dei
follower degli hater. Nel tempo in cui “felicità” significa
“performance”: sono felice quindi performo, performo
quindi sono felice. Nel tempo delle eco-chambers che si
tramutano in ego-chambers. Nel tempo in cui il tempo
crolla, fai tutto più veloce ma c’è sempre meno tempo.
Adesso, all’inizio di una nuova era chiamata egocene, vivi
un Natale quasi disobbediente: un Natale contemplativo.
Un messaggio: a Natale fai come Gaugin: chiudi gli occhi
per vedere.
A Natale fai come Kafka: siediti con calma e guarda fuori:
vedrai il mondo contorcersi su se stesso.
Arriva Natale e per la famiglia è momento di grande
aggregazione, nel protovangelo di Giacomo, al momento
delle doglie Maria è nella grotta, Giuseppe va in cerca di
una levatrice ebrea e vede che il Creato intero si arresta. Chi
era affaccendato anche a prendere cibo, i loro visi erano
tutti volti in alto a contemplare la nascita.
Dentro di me sento il desiderio che questa festa sia e
rimanga cristiana, perché è la festa del Dio che si fa uomo,
del Celeste che si fa terrestre, dell’Immortale che si fa

mortale, di chi è Santo e non-umano e vuole diventare
fragile carne di peccato.
I cristiani non possono attenuare questa loro convinzione.
Natale è la Buona Notizia per eccellenza, Dio ci ama, Dio è
l’Imamnu-El.
Come fanno notare alcuni saggisti, la festa del Natale ha
assunto un significato antropologico universale, è festa
della nascita e della novità, della fragilità della vita umana e
della sua vocazione all’eternità.
La società, anche non più cristiana, in occasione del Natale
respira, fa l’esperienza della gioia. Noi cristiani dobbiamo
essere lievito che fa fermentare, che insegna che c’è un
Mistero nella nostra vita e nella vita del mondo. poi a
ciascuno di penetrare in questo mistero.
La notte di Natale è il momento comunitario della nostra
cristianità.
Il nostro Natale annuncia la nascita di Dio e ci differenzia e
distanzia dalle altre religioni. Non è e non è stato “Il furto
della Storia”, come scrive Jack Goody: tutto il pianeta si
muove sul calendario cristiano.

Auguriamo un 2026: frattura e continuità e che ogni
giorno sia un Capodanno per rinnovarci e il nuovo anno ci
porti messaggi pieni di armonia, di sorrisi, perché “il
sorriso è il frutto dell’Amore” (Madre Teresa di Calcutta).
Buon Natale e sereno anno nuovo di Pace
dall’editore Prof. Avv. Manlio Caruso, da tutto lo staff:
C0ndirettore Dott. Carlo Majorana Gravina, Dott.ssa
Cristina Nicolosi, Roberto Salmeri e il webmaster Ing.
Emanuele Minuto.

Il Direttore Responsabile
Dott.ssa Lella Battiato Majorana

redazione@thevoicekw.com

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