Dolce risalente al neolitico, ma la città anche dello splendido Museo Ernico, diventa Città – Teatro con piazze e vicoli che vivranno teatro.

“Ogni epoca sceglie i propri simboli. La nostra sembra premiare chi alza la voce, chi corre più degli altri, chi misura il valore delle cose dalla loro capacità di attirare attenzione. Eppure la storia continua a indicarci un’altra strada. Nel ricordo degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, abbiamo scelto di dedicare la XXXIII edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale all’umiltà. Una parola che molti considerano sinonimo di debolezza. Io credo, invece, che racchiuda una forza straordinaria.

L’umiltà è la consapevolezza che c’è sempre qualcosa da imparare. È il rispetto per il lavoro degli altri. È la capacità di mettere la ricerca della verità davanti al bisogno di avere ragione.

Anche il teatro vive di questo. Da secoli accompagna l’uomo nelle sue domande più profonde – ha affermato Carlo Marino, Assessore alla Cultura del Comune di Anagni – raccontandone le fragilità, gli slanci e le contraddizioni. Ogni spettacolo lascia qualcosa dentro di noi, perché ci invita a cambiare prospettiva, anche solo per una sera. È questa l’idea di cultura in cui crediamo ad Anagni: una cultura che alimenta la curiosità, educa all’ascolto e ci invita a riflettere. Una cultura capace di creare comunità, perché una comunità cresce quando coltiva il pensiero, custodisce il valore delle proprie radici e trova il coraggio di guardare al futuro. Con questo spirito si apre una nuova edizione del Festival. Un invito a vivere il teatro come è sempre stato: il luogo in cui la storia continua a parlare al presente e il presente trova la forza di immaginare il domani. Perché una città non diventa più grande quando dimentica ciò che è stata, ma quando riesce a trasformare la propria storia in una promessa per il futuro”.

A 800 anni dalla scomparsa di San Francesco!

“Amore e maraviglia e dolce sguardo”: San Francesco, i valori della pace e del rispetto per il creato

L’occasione storica dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e tra le figure spirituali più amate al mondo, non poteva sfuggire al Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni che, per vocazione e missione, si propone di interpretare il presente attraverso la ricchezza delle radici storiche e culturali della città, valorizzando i più diversi linguaggi artistici e performativi. Il ruolo centrale che Francesco ricopre nell’opera di Dante ci hanno indotto a individuare progetti e proposte attorno a questo anniversario a partire dalle altissime suggestioni poetiche offerte dall’XI canto del Paradiso, ancora oggi straordinariamente attuali in un tempo attraversato da crisi, conflitti e smarrimento. Il radicale abbraccio della povertà, lo struggente amore per il creato, l’aspirazione alla libertà da tutto ciò che rende schiavi del possesso e del dominio – e che conduce alla prevaricazione, alla violenza, alle discriminazioni e alle guerre – fanno di Francesco una figura capace di parlare con forza al nostro presente. Il teatro medievale e rinascimentale – nel quale affondano le nostre radici – custodisce profondamente questo impulso vitale, quale desiderio di redenzione, anelito di giustizia, armonia con quel paradiso naturale di cui dobbiamo essere custodi amorevoli. Anagni, con la sua storia millenaria e il suo tessuto urbano intriso di memoria, diventa ogni anno un palcoscenico a cielo aperto. Nel centro storico della città, dove il Medioevo non è semplice sfondo ma parte viva dell’identità collettiva, l’ormai tradizionale e atteso incontro di fine estate tra gli artisti e gli spettatori – cittadini, studiosi e viaggiatori – si carica quest’anno di una aspettativa particolare, e di un’urgenza condivisa: dare ancor più forza alla voce che chiede pace e cura per la struggente e fragile bellezza del creato, grazie alle prestigiose presenze di Monica Guerritore, Aldo Cazzullo, Angelo Branduardi, Flavio Insinna, Paolo Vivaldi, Giulio Pranno, Ksenia Borzac e ditanti altri straordinari artisti.

La collaborazione con la città di Veroli, nutrita dalla condivisione del progetto relativo alla candidatura di Hernica Saxa quale capitale della Cultura 2028, ha portato all’offerta da parte del Festival del nuovo spettacolo di Roberto Mercadini “Animali Umani”, in scena a Veroli il 3 Settembre nell’ambito dei programmi culturali

redazione@thevoicekw.com

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