A Messina un furto da film durante la processione: le opere di Antonello rubate con i custodi dentro al museo. Dallo yacht alla macchina: tutte le ipotesi di fuga
redazione

Allarme, videosorveglianza e personale di custodia erano attivi. La Mobile valuta tutte le piste, dal mare agli yacht fino alla via terra
Il primo indizio è che sono andati via di fretta e furia. Due dei sei pezzi trafugati sono stati lasciati per strada. Così è stato scoperto il furto hollywoodiano all’interno del Museo Regionale di Messina, di ben 4 opere di Antonello. La sorveglianza all’interno del Museo era presente, ma non si è accorta di nulla, così come l’allarme: era attivo.
I custodi erano quattro: “Ci siamo accorti di tutto solo dopo”, ha detto la direttrice, Marisa Mercurio.
I deterrenti non hanno fermato i Lupin di Ferragosto. Sono entrati da un ingresso laterale, quello del Viale Annunziata. Un grande viale molto trafficato di solito, ma molto meno nel giorno della festa della città: giorno ideale per il furto. Un furto di certo molto ben studiato. Il 15 agosto Messina si popola come in nessun altro giorno dell’anno. Il giorno ideale per un’operazione di questa portata, non solo perché tutte le forze sono concentrate nel centro della città, per la processione della Vara. Ma perché proprio per la processione, una delle più sentite e note del Sud Italia, a Messina si riversano un sacco di turisti, dal resto dell’Isola, ma anche dalla Calabria, o dalla Campania. Le vie d’accesso alla città sono, dunque, molto trafficate. Facilissimo confondersi in mezzo a tantissimi altri veicoli in transito. Situazione ideale per un colpo da Cinema.
Due delle sei opere rubate sono state trovate nella serata di ieri. I ladri le hanno abbandonate sul muretto esterno del museo. A notarle sono stati alcuni passanti che hanno informato immediatamente le forze dell’ordine. Si tratta di due delle tavole del Polittico di San Gregorio. Resyìtano invece da ritrovare le quattro opere sottratte, tra cui la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. I dipinti erano collocati all’interno di una teca blindata.
La direttrice ha dichiarato “Ci auguriamo che si recuperino queste opere, perché costituiscono il biglietto da visita per questo museo”.