Martedì 28 Luglio – in notturna, alle ore 21, nell’Area Archeologica di Santa Maria in Portuno a Corinaldo, nelle Marche!
GIUSEPPE LEPORE dell’Università di Bologna: IL RACCONTO DEL FIUME, DEI PONTI E DEI GUADI per i MARTEDI’ dell’Archeologia nelle Marche.
Enrico Pierantognetti – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Corinaldo: “Alla luce un quartiere d’epoca romana dove si producevano laterizi e ceramiche. Domani sera, saremo lì con il professore Giuseppe Lepore dell’Università di Bologna che illustrerà gli studi”.
” In epoca romana era un’area produttiva in prossimità di un punto di guado del fiume Cesano e per questo c’è il riferimento al dio romano Portunus che era il dio dei porti. Questo sito, molto interessante per l’archeologia presente nelle Marche, continuò ad essere frequentato anche nell’alto medioevo. Una serie di campagne di scavo, portate avanti dall’Università di Bologna, dal Dipartimento di Archeologia, con la Soprintendenza Archeologica delle Marche, ha riportato alla luce
un quartiere industriale di epoca romana nel quale si producevano laterizi
in questo magico luogo marchigiano, la rassegna “I martedì dell’Archeologia”, ciclo di incontri con una grande partecipazione di pubblico.
Giuseppe Lepore presenterà il tema: “Il racconto del fiume, dei ponti e dei guadi”. Giuseppe Lepore è professore associato in Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana presso la Scuola di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Bologna dove inizia la sua attività didattica nell’anno accademicco 1996/97. Attualmente è Direttore della Scuola Superiore di Studi sulla Città e il Territorio. Lepore svolge le sue ricerche nell’ambito dell’Archeologia Classica.
Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare alla nascita e allo sviluppo della forma urbana (in varie aree del Mediterraneo antico, dall’Epiro alla Sicilia, all’area adriatica e ionica), allo studio delle forme dell’abitare (con particolare attenzione agli aspetti della “decorazione” parietale e pavimentale delle abitazioni di età greca e romana). Le sue ricerche, inoltre, riguardano i temi funerari e la cosiddetta “Archeologia della morte”, attraverso uno studio archeologico e antropologico sul valore semantico degli oggetti del corredo e dei semata posti fuori terra, quali indicatori prioritari dell’identità e dell’appartenenza ad un gruppo sociale!”.
Lo ha affermato Enrico Pierantognetti , Presidente Archeoclub d’Italia, sede di Corinaldo, nelle Marche.
Impegnato in progetti di ricerca nazionali e internazionali, Lepore, collabora con diversi Istituti europei ed è autore di numerose pubblicazioni che spaziano all’interno dei diversi aspetti dell’Archeologia Classica.
Lo studio condotto sul terrotorio della Valle del fiume Cesano, nelle Marche! Dove nacque la città romana di Suasa
“Qui è necessario evidenziare lo studio sul Territorio della Valle del fiume Cesano. Tale ricerca integra e completa la conoscenza del contesto in cui sorse la città romana di Suasa (tra le province di Pesaro e Ancona). Questo studio, esteso alle fasi tardo antiche e altomedievali del territorio, è confluito in una indagine archeologica, condotta dal Prof. Lepore nella chiesa della Madonna del Piano, già Santa Maria in Portuno. Le indagini archeologiche sono state condotte per dieci anni consecutivi (2001-2011) e hanno condotto a numerose pubblicazioni. Legata al nostro territorio è la ricerca sulla Romanizzazione dell’Ager gallicus – ha concluso Pierantognetti – indagine che si collega al progetto pluriennale di “Archeologia Urbana a Senigallia”. Le attività di ricerca sono state affiancate da cantieri archeologici, allestimenti di mostre e percorsi museali, partecipazione, in qualità, di relatore a congressi e convegni e da una innumerevole quantità di pubblicazioni tra cui, legati alla chiesa di Santa Maria del Piano: Edifici di culto cristiano nella valle del Cesano (Pesaro-Ancona). La documentazione storica e archeologica tra tardo antico e medioevo; Corinaldo (An): scavi nella cripta della chiesa della Madonna del Piano; La pratica del reimpiego nella valle del Cesano. Note per lo studio di un territorio; Santa Maria in Portuno nella valle del Cesano. Giuseppe Lepore insieme ad altri ha pubblicato Ricerche e scavi nel sito di S. Maria in Portuno presso Corinaldo (An): relazione preliminare degli anni 2001-2002, e ha curato avvalendosi del contributo di Stefano Lenci, Enrico Quagliarini e Quintilio Piattoni il volume dal titolo Ingegneria ed Archeologia. Dalla planimetria di scavo alla terza dimensione dell’elevato. La chiesa paleocristiana di Santa Maria in Portuno di Corinaldo. Al centro dell’intervento di Giuseppe Lepore sarà il ponte. Per gli antichi è un oggetto “contro natura”: per quanto ci possa sembrare strano, nel mondo antico lo spazio naturale era sovrano e dunque una struttura che collegava le sponde che il fiume aveva diviso era un atto “contro natura”. Esistevano anche divinità specifiche, che rappresentavano lo scorrere delle acque, come Acheloo, un essere che mutava continuamente la sua forma. Tutto ciò comportava che ogni variazione dell’ordine naturale avesse bisogno di un rituale particolare (un piaculum per usare il termine latino) e che ogni ponte diventasse un oggetto quasi “magico”, degno della massima attenzione religiosa: lo dimostrano gli strani rituali connessi al primo ponte di Roma (il noto Pons Sublicius) e il gruppo di sacerdoti addetti alla sua cura (i “pontifices” appunto). Questo bagaglio culturale, spesso trasformato in superstizione, transita in racconti e miti collegati ai ponti che a partire dal Medioevo giungeranno fino ai nostri giorni (basti pensare ai numerosi ponti medievali denominati “ponte del diavolo”). La serata si concluderà con un bicchiere di vino e con la degustazione di pane e salame e pane con olio offerti ai presenti dall’associazione Terre di Frattula che da oltre venti anni si occupa della valorizzazione dei prodotti del territorio”..