Papa Leone: “Non lasciamo che i bambini credano di trovare nei chatbot i migliori amici”
“Gli occhi smarriti dei bimbi di fronte alla guerra ci convertano” scrive il Pontefice al direttore di Avvenire per i 30 anni di Popotus, l’inserto dedicato ai bambini

“Non dobbiamo lasciare che i bambini finiscano con il credere di poter trovare nei chatbot della IA i loro migliori amici o l’oracolo di ogni sapere, impigrendo il loro intelletto e la loro capacità relazionale, intorpidendo la loro creatività e i loro pensieri. Dobbiamo custodire la loro infanzia e guidare la loro crescita perché siano protagonisti di un mondo rinnovato”. Lo scrive Papa Leone XIV in una lettera al direttore di Avvenire Marco Girardo per i 30 anni dell’inserto Popotus dedicato ai bambini.
“Cari genitori e cari insegnanti, a voi tramite i vostri piccoli compagni di strada voglio dire grazie della cura e dell’amore che avete nell’educarli. Nell’aiutarli a tirare fuori la bellezza che hanno dentro, e a esprimerla in modi sempre nuovi, relazionandosi con la storia, con la memoria, con la vita. Ognuno secondo la propria unicità, che è un dono di Dio – scrive il Papa -. Voi siete testimoni di come i bambini ci educano mentre li educhiamo e di come dobbiamo proteggerli da un’idea disumana dell’informazione e dell’educazione. Tutti, specialmente oggi, nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale, abbiamo bisogno di un’educazione permanente. E per rimanere umani abbiamo bisogno di preservare uno sguardo bambino sulla realtà”.
“Grande preoccupazione per le guerre, ridare al mondo la sua bellezza”
“In questi giorni di grande preoccupazione per le guerre che minacciano il futuro dell’umanità, colgo con gioia l’occasione dello speciale anniversario di Popotus – l’inserto settimanale che Avvenire dedica ai bambini — per rivolgermi attraverso di lei direttamente a loro, ai più piccoli, e attraverso di loro ai genitori e agli insegnanti che con loro leggono in un linguaggio diverso le notizie del mondo: quelle buone che ci incoraggiano e quelle cattive che possono insegnarci a non ripetere più gli stessi errori” ha sottolineato il Papa nel messaggio inviato al direttore del quotidiano.
“A voi, care lettrici e cari lettori bambini di Popotus, voglio dire che restituire al mondo la sua bellezza è possibile, e che voi potete aiutare i più grandi a vederlo, proprio attraverso questo giornale pensato per voi, con rinnovato stupore nella sua grazia, a pensarlo con fiducia, e costruirlo senza pregiudizi. Crescendo scoprirete, come chi vi ha preceduto (i lettori bambini dei primi numeri di Popotus hanno ormai più di 30 anni), cose sempre nuove, costruirete voi stessi cose nuove; ma ci sono cose che dovrete sempre custodire di questi vostri primi anni di vita: la fiducia in chi vi vuol bene, il linguaggio universale dell’amore, la forza disarmante del sorriso, il coraggio di chiedere scusa, la bellezza di fare la pace”.
“Gli occhi smarriti dei bimbi di fronte alla guerra ci convertano”
Il Pontefice ha poi ricordato: “Gesù lo ha detto ai suoi discepoli: ‘Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli’. E lo dice oggi anche a noi. Essere come bambini non è tornare indietro – scrive il Papa – ma custodire una chiave per vedere l’essenziale di ogni cosa, per trovare risposte sorprendenti anche alle domande più difficili. Forse solo guardando gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla barbarie della guerra possiamo convertirci. Reimparare a guardarci negli occhi e a guardare il mondo con occhi puri”.
Infine, l’augurio e il ringraziamento di Papa Leone: “Caro direttore, cara comunità di Popotus, grazie del vostro servizio. Buon anniversario”.